AREA MARINA PROTETTA DI USTICA - Lustrica Diving
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AREA MARINA PROTETTA DI USTICA

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L’isola di Ustica, nota per la sua biodiversità e per la sua natura incontaminata, è la prima area marina protetta istituita in Italia, insieme a quella di Miramare a Trieste. 
Situata a nord-ovest della Sicilia a circa 36 miglia da Palermo, si estende per oltre 15 mila ettari.
La sua origine vulcanica e l’altissima biodiversità delle sue acque la rendono un’isola unica nel suo genere tanto che con gli anni l’isola si è guadagnata il primato di capitale italiana della subacquea.

Scopri con noi tutte le caratteristiche dell’area marina protetta di Ustica.

USTICA: LA PRIMA AREA MARINA PROTETTA D’ITALIA

I primi a volere l’area marina protetta di Ustica sono stati i pescatori locali, per proteggere il mare circostante e le sue risorse.
Il 12 novembre del 1986, con un decreto ministeriale, viene istituita l’area marina protetta di Ustica. La sua funzione principale è:

  • tutelare la sua straordinaria biodiversità ;
  • salvaguardare gli ecosistemi costieri presenti nelle acque usticesi;
  • regolamentare le attività di pesca;
  • promuovere attività di ricerca scientifica e di educazione ambientale.
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Sicuramente la particolare conformazione dei fondali, le correnti naturali che lambiscono l’isola e la limpidezza delle sue acque, insieme all’istituzione dell’area marina protetta, hanno favorito la creazione di questo paradiso sommerso.Tutte queste caratteristiche hanno fatto si che, con il passare degli anni, le acque del mare usticese si popolassero di una gran varietà di specie dando vita ad un vero e proprio eden sottomarino che non ha nulla da invidiare alle mete tropicali.

Proprio per il suo valore ambientale e la conservazione di habitat e specie di interesse comunitario, l’AMP di Ustica è stata nominata anche come SIC: Sito di Interesse Comunitario (Direttiva Habitat 92/43/EEC del 2.05.1992).

COM’È SUDDIVISA L’AREA MARINA PROTETTA DI USTICA

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La zona protetta comprende l’isola, i suoi litorali e le acque circostanti fino ad una distanza di 12 miglia nautiche dalle coste.
L’Area Marina Protetta di Ustica, come tutte le AMP, si divide in tre zone: la zona A, zona di riserva integrale; la zona B, zona di riserva generale; la zona C, zona di riserva parziale.

Zona A: riserva integrale

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La zona A dell’Area Marina Protetta di Ustica (circa 60 ettari) si estende nel versante Ovest-Nord ovest dell’isola. In particolare va da cala Santoro, conosciuta anche come l’Acquario, fino a Punta Megna dove si trovano gli “Scogli Piatti”.

In questa area sono vietate tutte le attività umane, se non per scopo scientifico: sono vietate quindi la navigazione e l’ormeggio di ogni tipo di imbarcazione, la pesca e qualsiasi altra azione che possa disturbare o alterare l’ambiente naturale.

Le zone di riserva integrale infatti hanno il fine di preservare gli ecosistemi naturali e le specie presenti in quell’area.

Particolarità quasi unica nel suo genere, all’interno di quest’area si è avuta una concessione per la fruizione di ben 3 zone per la balneazione: 

  • la già citata caletta dell’Acquario, adiacente alla grotta segreta
  • Cala Sidoti: unica vera “spiaggia” dell’isola.
  • Scogli piatti: un’insieme di scogli, per l’appunto piatti, che permettono un facile ingresso al mare.

Questi 3 punti sono tra i più ambiti dove fare snorkeling e dove godere già in pochi metri d’acqua dei magici scenari marini usticesi.

Zona B: riserva generale

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La zona B dell’Area Marina Protetta di Ustica (circa 8000 ettari) si estende per 3 miglia sul versante settentrionale dell’isola; in particolare viene delimitata dai due fari: quello di Punta Cavazzi e quello di Punta Omo Morto. 
È anche chiamata “zona cuscinetto” perché circonda interamente la zona A.

In questa area è possibile la fruizione turistica, quindi balneazione, navigazione, pesca sportiva con lenze da fermo o da traino (previa autorizzazione) e le attività subacquee. Rimane vietata la pesca subacquea. 

All’interno di questa zona troviamo due tra i punti di immersione più famosi dell’isola: lo Scoglio del Medico e la Secca della Colombara. Queste due immersioni sono caratterizzate da paesaggi mozzafiato, ma soprattutto da una varietà e quantità di pesce ineguagliabile per qualsiasi altra zona italiana nel Mediterraneo.

Zona C: riserva parziale

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La zona C dell’Area Marina Protetta di Ustica (circa 8000 ettari) si estende per 3 miglia nel versante meridionale dell’isola. In questa zona sono consentite la navigazione e l’attracco. La pesca professionale è consentita solo ai pescatori locali muniti di autorizzazione. Quest’area è stata creata per permettere alle persone di fruire dell’area protetta, ma in modo sostenibile, per evitare di danneggiare l’ecosistema marino.

Inoltre questo versante dell’isola vanta il maggior numero di siti di immersione. Ogni immersione ha una conformazione particolare e nessun sito è uguale all’altro: si va da pareti, franate, passaggi, grotte.

Ovviamente la suddivisione dell’area marina protetta in zone è stata fatta per proteggere e gestire in modo sostenibile l’ecosistema marino in modo da permettere comunque lo svolgimento delle attività umane all’interno dell’area protetta.

I FONDALI DI USTICA

I fondali dell’isola di Ustica sono caratterizzati da un’ampia varietà di ambienti marini, tra cui praterie di posidonia, fondali rocciosi e sabbiosi, colate laviche sommerse, scogliere, pareti, canyon e grotte sia emerse che sottomarine. Queste ultime sono visitabili dai subacquei esperti solo con l’apposito brevetto che abilita all’ingresso in caverne o grotte.

Di particolare interesse sono le praterie di posidonia delle quali i fondali di Ustica sono ricchi: queste hanno un ruolo fondamentale per il benessere dell’ambiente marino.

Se vuoi saperne di più sulla posidonia abbiamo dedicato un articolo intero a questa pianta.

Grazie all’origine vulcanica dell’isola, la maggior parte dei fondali intorno all’isola degradano velocemente ad elevate profondità. 

Questo non deve scoraggiare i subacquei meno esperti: quasi tutti i siti di immersione di Ustica sono multilivello, cioè fruibili da ogni tipo di subacqueo. A mio avviso le immersioni più belle e che regalano gli incontri più inaspettati sono proprio quelle entro i 20 m di profondità.

La limpidezza dell’acqua inoltre permette alla luce di penetrare perfettamente in tutto il piano infralitorale consentendo così la crescita di molteplici tipi di alghe sia a basse profondità, come il genere Cystoseira, che a profondità più elevate, come la Laminaria. Come sappiamo le alghe, insieme alla posidonia, sono importantissime perchè sono alla base della catena alimentare.

Di particolare interesse subacqueo è l’ambiente del coralligeno: è una biostruttura marina permanente costruita da alcune piante che crescono accumulando carbonato di calcio sulla loro parete cellulare. Questo fa crescere il volume e la complessità dell’habitat, attirando molti altri organismi. Il coralligeno è un ambiente molto ricco di specie ed è considerato il secondo hotspot di biodiversità più importante del Mediterraneo dopo le praterie di posidonia. Fanno parte del coralligeno alghe coralline, gorgonie, Briozoi, Policheti e Spugne.

La varietà degli ambienti marini ha fatto si che i fondali di Ustica si popolassero anche di una gran varietà di specie animali.

LA FAUNA MARINA DI USTICA

Già in pochi metri d’acqua e facendo semplicemente snorkeling è possibile avvistare una miriade di specie diverse di pesci: nuvole di castagnole, banchi di saraghi e salpe, curiosi cerniotti che ci osservano mentre nuotiamo. Molto spesso sia a Cala Sidoti che a Scogli piatti è possibile imbattersi anche in banchi di baby-barracuda.

Facili avvistamenti sono anche murene e polpi, granchi ma anche nudibranchi. E tutto questo solo indossando maschera e boccaglio!

Per gli amanti delle immersioni si aprono scenari magici dove ci si può ritrovare spettatori di scene di caccia di ricciole, carangidi, barracuda o tonni. Ma la regina indiscussa dell’isola di Ustica è la cernia. Nell’area marina protetta di Ustica infatti possiamo osservare diversi tipi di cernie: cernia bruna, cernia rossa, dotti. In tutti i siti di immersione è possibile osservare cernie di ogni grandezza che si rincorrono o che sonnecchiano placidamente sul loro scoglio.

E per gli amanti della macro abbiamo un’ampia scelta da gamberetti a diversi tipi di nudibranchi, cavallucci marini, esacoralli, gorgonie, spugne coloratissime e tanto altro ancora.

Per chi invece è appassionato di archeologia abbiamo ben 2 siti di immersione archeologica.

Scopri di più su tutte le immersioni a Ustica.

USTICA: NON SOLO MARE

E oltre le immersioni? Ustica è molto apprezzata anche dagli amanti del trekking. Diversi sono i sentieri percorribili a piedi che fanno il giro dell’isola o che l’attraversano, molti di questi sono transitabili anche in mountain bike. Passeggiando per l’isola si possono ammirare paesaggi e scorci mozzafiato, incorniciati da una flora lussureggiante durante tutto l’anno.


Molte sono le discese al mare per un tuffo rinfrescante: per chi come me è abituato a vedere l’isola quasi sempre dal mare, girare sulla terra ferma ha sempre un fascino particolare.
Anche i birdwatcher vengono a visitare periodicamente l’isola: molteplici sono le specie di uccelli migratori che si possono osservare in primavera e in autunno.

Oltre alle indiscusse e famose bellezze sotto e sopra il pelo dell’acqua, l’isola è molto apprezzata anche dagli amanti delle buona cucina. Infatti in ogni ristorante puoi gustare specialità fatte con prodotti locali: da assaggiare la lenticchia e il gamberetto usticese!
Atmosfera magica è quella che si respira in uno dei bar con la vista sul tramonto: non c’è niente di meglio che concludere una splendida giornata con un brindisi con i compagni d’immersione!

Se anche tu sei un subacqueo o un amante del mare non puoi non visitare almeno una volta nella vita l’isola di Ustica. Ma stai attento, dicono sia stata anche l’isola della maga Circe e, come ogni maga che si rispetti, ha lanciato il suo incantesimo a chiunque metta piede sull’isola: una volta conosciute le bellezze dell’isola non potrai più farne a meno… l’isola crea dipendenza!

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