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POSIDONIA OCEANICA: ALGA O PIANTA?

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Possiamo osservare la posidonia già dalla superficie dell’acqua come una massa densa e scura ma, se ci tuffiamo, scopriamo che ha delle lunghe foglie alte oltre 1 metro, dal colore verde brillante virante al marrone.
E quante volte ci sarà invece capitato di passeggiare a Cala Sidoti ad Ustica, o in qualsiasi altra spiaggia italiana, e incontrare lungo il nostro percorso numerosi residui vegetali, come piccole palle trasportate dal vento costituite da un materiale secco e fibroso (egagropili), oppure lunghi cordoni di fili d’erba intrecciati e depositati sulla battigia.

Questi componenti testimoniano la presenza di… “un’alga” direte voi! E invece no, è una pianta acquatica endemica del Mediterraneo, la Posidonia oceanica, appartenente alle fanerogame marine.
Nel pensiero comune i materiali spiaggiati sono sporchi, inestetici e maleodoranti, ma in realtà questa pianta è fondamentale per la sopravvivenza e la salute del nostro mare. Scopriamo quindi qualcosa di più su questa pianta acquatica.

Di cosa parleremo:

Osserviamo la Posidonia da vicino

Molto spesso questo vegetale forma vere e proprie praterie, che appaiono come distese d’erba fluttuante.
Ma la posidonia è una vera e propria pianta, non un’alga, e come tale ha:

  • Radici
  • Fusto (detto anche rizoma)
  • Foglie
posidonia-disegno



Le radici, come nelle piante terrestri, servono alla pianta ad ancorarsi al substrato e ad assorbire i nutrienti.


Il rizoma ha la caratteristica di crescere sia in orizzontale che in verticale, creando una rete (matte) di tanti rizomi connessi tra loro, che trattengono i sedimenti portati dalle correnti fino a creare dei terrazzamenti sottomarini lunghi diversi chilometri.

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Le foglie della posidonia, come tutte le piante, vengono usate per la fotosintesi clorofiliana e, in autunno, diventano marroni; possono arrivare a misurare fino a 2 m di lunghezza e sono larghe circa 1 cm.

La riproduzione avviene in inverno attraverso piccoli fiori che danno origine alle “olive di mare”, frutti carnosi di colore verde che in primavera possiamo trovare ammucchiati sulla sabbia. All’interno del frutto una sostanza oleosa ne permette il galleggiamento, garantendo la dispersione in mare. Quando lo strato esterno marcirà, il seme contenuto all’interno si depositerà sul fondo e da esso germoglierà un nuovo organismo.

La posidonia: un complesso ecosistema

Le praterie di posidonia hanno un ruolo fondamentale per il benessere dell’ambiente marino. Innanzitutto, sono un vero e proprio ecosistema, che garantisce la sopravvivenza e il ciclo vitale di numerose specie sia animali che vegetali, offrendo riparo, cibo e un luogo dove depositare e proteggere le proprie uova. Si calcola che su un ettaro di posidonia possano coesistere ben 350 forme di vita differenti, circa il 25% di tutte le specie presenti nel Mediterraneo.

C’è una così ampia variabilità biologica che abbiamo la sovrapposizione di due differenti popolamenti: quello sciafilo, legato ai rizomi e alle matte, e quello fotofilo, associato invece allo strato fogliare. Proprio queste ultime specie le possiamo trovare quasi esclusivamente nella Posidonia Oceanica.

Durante una delle nostre immersioni ad Ustica potremmo trovare sia specie residenti, (che trascorreranno tutto il loro ciclo vitale in quel luogo), come ad esempio, una nacchera (Pinna nobilis), sia specie migratorie, come degli avannotti che cercano riparo tra la posidonia fino al raggiungimento dell’età adulta.

Due delle specie che amiamo cercare durante le nostre soste di sicurezza sono il cavalluccio marino (Hippocampus Ramulosus) e il pesce ago (Syngnathus acus) che si mimetizza perfettamente tra le foglie di questa pianta.

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Anche durante le nostre immersioni notturne tra le praterie di posidonia si possono osservare organismi notturni, come polpi e piccoli crostacei ma potremo scorgere anche ricci e stelle marine, che si aggirano nell’oscurità alla ricerca di una piccola preda.

Sebbene siano molti gli organismi che interagiscono con la posidonia, sono pochissime le specie che utilizzano questo vegetale come alimento, in particolare troviamo le salpe (Sarpa salpa) e qualche piccolo invertebrato.

Perché la Posidonia è così importante?

Considerata la “Foresta” del Mediterraneo, questa pianta ha anche un ruolo ecologico essenziale:

  • è il polmone del Mare Nostrum, in grado di produrre oltre 15 litri di ossigeno al giorno per m2;
  • Fornisce sostegno per il suolo, rallentando il moto ondoso, grazie alla fitta rete di radici e rizomi che compongono le mattes;
  • Con le sue banquettes, gli accumuli di foglie morte che troviamo spiaggiate a riva, permette la sopravvivenza di piccoli organismi come insetti e crostacei che trovano riparo e cibo;
  • Contribuisce a proteggere le coste dell’erosione, soprattutto durante le forti mareggiate invernali.

Una specie da preservare

Molti sono i pericoli per la salute della posidonia. Considerata un bioindicatore (specie indice della presenza di vita in un ecosistema), è fortemente minacciata dallo sviluppo costiero, l’intorbidimento delle acque dato dall’inquinamento chimico, la pesca a strascico e l’ancoraggio, a tal punto che si sta perdendo fino al 5% di prateria all’anno nel nostro mare. Un altro fattore che influisce sulla regressione delle praterie è anche la competizione con le alghe invasive alloctone Caulerpa racemosa e Caulerpa taxifolia.

Oltre ad essere un habitat essenziale per oltre 1000 specie marine, ogni m2 di prateria perduta porta all’erosione di 15m di litorale sabbioso.

Come abbiamo visto, inoltre, una parte del ciclo vitale della pianta è legato alla spiaggia e alla sua conservazione, grazie alla formazione delle banquettes.

C’è ancora molta strada da percorrere per preservare il nostro ecosistema ma ora, quando andremo in immersione o facendo semplicemente snorkeling, potremo vedere queste enormi distese verdi come un mondo complesso e variegato, e non più come un paesaggio monotono da ignorare.

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Dove troviamo la Posidonia ad Ustica?

Nella maggior parte delle immersioni di Ustica possiamo osservare numerose praterie di Posidonia già in pochi metri d’acqua come ad esempio davanti alla grotta della Pastizza o a Punta Galera. Grazie all’ottima visibilità, la limpidezza dell’acqua e la temperatura compresa tra 10° e 30°, questa pianta è presente anche oltre 30m come a Punta dell’Arpa o Punta S.Paolo.

Curiosità sulla Posidonia:

  • Studi recenti hanno dimostrato che in alcune aree centrali del Mediterraneo le mattes sono formate da individui originatisi bel oltre 100.000 anni fa, in quanto i rizomi permettono uno sviluppo per clonazione.
  • Possiamo trovare la Posidonia solo nel Mediterraneo e in Australia.
  • Oggi consideriamo questi materiali come dei rifiuti, ma nel passato sono stati utilizzati come isolante per i tetti, lettiera per il bestiame, materiale di imballaggio, imbottitura, integratore alimentare e farmacologico.
  • Nuove frontiere si stanno aprendo per il recupero delle tonnellate di biomassa spiaggiata e buttata ogni anno. Alcune aziende utilizzano la posidonia per la produzione di arredi per i siti balneari, biogas, carta, prodotti di cosmesi e addirittura materiali per l’assorbimento di metalli pesanti scartati dalle industrie.

Se sei curioso di esplorare con occhi nuovi i posidonieti dell’area marina protetta di Ustica e scoprire quali creature vi si nascondono dentro, frequentare uno dei corsi Padi Underwater Naturalist Diver o Fish identification è quello che fa per te!
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